Fino al 30 giugno 2026, chi importava nell’UE merce di valore contenuto, non pagava dazi doganali.
Da luglio, questo non è più scontato: l’Unione Europea ha eliminato l’esenzione riservata alle importazioni di basso valore e, per molte spedizioni provenienti da Paesi extra-UE, è ora previsto un costo aggiuntivo rispetto all’IVA, già dovuta in precedenza.
Se importi merce dall’estero, per la tua attività o anche solo per acquisti occasionali, vale la pena capire in che modo questa novità può incidere sul costo reale di ciò che ricevi.
Quanto costa in più, in pratica
La novità principale riguarda le spedizioni B2C dirette a destinatari non registrati ai fini IVA nel proprio Paese: per queste, se il valore della merce non supera i 150€, può scattare un dazio di 3€ per ogni riga della dichiarazione doganale. Non un dazio unico per pacco, quindi, ma calcolato voce per voce: una spedizione con più articoli di categoria merceologica diversa può generare più addebiti da 3€ nella stessa dichiarazione.
A colpo d’occhio, il quadro degli addebiti* previsti a livello europeo è questo:
| ADDEBITO | IMPORTO | DECORRENZA |
| Dazio doganale (nuovo) | 3€ per riga di dichiarazione | Dal 1° luglio 2026 |
| IVA (invariata) | Varia in base al Paese | Già in vigore |
| Commissione di gestione UE (nuova) | 2€ per riga di dichiarazione | Dal 1° novembre 2026 |
*Questi importi sono indicativi: il costo reale di un’importazione dipende da diversi fattori, aliquota IVA del Paese di destinazione, eventuali esenzioni, caratteristiche specifiche della spedizione, e non tutte le voci elencate si applicano a ogni singolo invio.
Un’eccezione da sapere
Non tutte le importazioni sono trattate allo stesso modo. Se la merce proviene da un Paese con cui l’UE ha un accordo di libero scambio, può restare esente dal nuovo dazio. Attenzione però a un caso specifico: se quella stessa spedizione viene venduta attraverso il regime IOSS (lo sportello unico per l’importazione), il dazio di 3€ per riga si applica comunque, indipendentemente dall’accordo di libero scambio.
Tre cose da controllare prima che il pacco parta
Molti ritardi in dogana non dipendono dal nuovo dazio in sé, ma da dettagli amministrativi lasciati al caso. Gli Incoterms® chiariscono chi si assume la responsabilità della merce lungo il trasporto, ma non stabiliscono automaticamente chi paga dazi e commissioni: è un accordo che va definito a parte, esplicitamente, con chi organizza la spedizione.
Prima di far partire un ordine dall’estero, conviene quindi verificare tre cose:
- chi è tenuto a pagare le spese di trasporto
- chi è tenuto a pagare i diritti doganali
- se il destinatario, nel caso l’onere ricada su di lui, è stato informato ed ha fornito dati di fatturazione corretti e completi (un’informazione mancante o sbagliata è, ancora oggi, una delle cause più comuni di rallentamento in dogana)
E se poi devo restituire la merce?
Un aspetto spesso trascurato: i dazi doganali già versati su una spedizione non sono automaticamente rimborsabili in caso di reso dopo l’importazione. Chi vende con una politica di reso attiva verso clienti che acquistano da fornitori extra-UE dovrebbe tenerne conto già in fase di definizione dei prezzi e delle condizioni comunicate ai clienti.
Hai dubbi su come i cambiamenti doganali UE possano riguardare le tue importazioni? Contattaci o vieni a trovarci nei nostri punti vendita.
